Vita e opere

 

Fiorenzo Mirri è nato a Massalombarda in provincia di Ravenna il 6 Luglio del 1951. Attualmente vive e svolge la propria attività artistica a Imola (BO), in Via Monte Battaglia n. 44. Da sempre attratto dal disegno e dalle forme espressive, all’età di dieci anni frequenta lo studio del professor Folli di Massalombarda.
Trasferitosi ad Imola all’età di sedici anni, preso da impegni di lavoro, trascura per anni il disegno. Soltanto nel 1983, sollecitato insistentemente da amici, riprende a disegnare, approdando poi al colore nel 1984/85 sollecitato a più riprese dal pittore Walter Dall’Oppio.
I consensi ottenuti lo hanno spinto a continuare con fervore in questa direzione.
Predilige raffigurare paesaggi e momenti di vita in cui predominano sensazioni di serenità lontani dalla realtà quotidiana.
La ricerca del bello come armonia conferisce alla pittura di Fiorenzo Mirri una componente visiva che sembra porsi al di sopra delle immagini del mondo.
Ed è una delicata eppure intensa decantazione che fa di lui un poeta della natura e un raffinato interprete della vita.
L’unica sua preoccupazione sembra essere, ed, in effetti, lo è, quella di ricreare figurativamente e romanticamente il paesaggio senza mai violarlo, per cui la sua pennellata è dolce se non dolcissima, i colori lo spingono a riconoscere una realtà che, in effetti, è già in lui latente. E’ un linguaggio sempre elevato che fa scattare immediatamente la sua cristallizzata sensibilità, determinando così una personalità artistica che subito s’impone allo spettatore.
La natura è dunque per lui un buon rifugio, le visioni hanno un loro silenzio per estraniarsi, anche per poco, dalle umane vicissitudini.
Mi sembra questo uno degli elementi più evidenti nella pittura di Mirri, così luminosa, con luci quasi metafisiche a rischiarare, senza sforzo e senza calcolo, la verità reale e ideale degli alberi, del sottobosco e dell’atmosfera. Nei suoi paesaggi si nota spesso una presenza vitale rappresentata dai cavalli ed è significativo ch’egli consideri la forza, la nobiltà e la bellezza di questi animali come un messaggio visivo di libertà e di simbolica esaltazione dell’umana natura.
I colori ci danno la misura di come sa “organizzare” le composizioni: colori maliosi, fasciati di silenzio; toni perlacei ed estatici visti sempre attraverso una sognante poesia. Grazie ad essi Fiorenzo Mirri è pervenuto ad un arte sottilmente impalpabile, ad uno spazio magico nel quale tuttavia non sfugge una struggente e sentimentale tensione del vivere quotidiano. A dimostrarci che i sensi reconditi di queste aeree scale cromatiche, sottolineate da un sapiente dosaggio tonale, sono da ricercare al di là delle apparenze immediate. Nelle figure femminili egli, rifuggendo de artificiosità stilistiche, si serve di tutti i dettami grafici e pittorici per rinnovare certezze poetiche. Sullo sfondo di pareti che assorbono luci e ombre, la sua delicata sensibilità pittorica raggiunge esiti di singolare morbidezza. E’ una verità genuina perché tale ci appare il pittore nel tramandare le sue visioni così delicatamente da farci pensare, quasi, al sogno. O ad una romantica forma di “réverie”.
Il giovane artista ottiene ciò fidando soprattutto sul colore mobilissimo al punto da rendere il soggetto praticamente vellutato.
Una chiarità indefinita e dal fascino sottile che gioca a definire il suo “stile”, di immediata e non retorica concezione. (Antonio Oberti)
Pensiero sull’arte.
“L’arte è l’espressione dei pensieri e delle esperienze di vita dell’uomo”.

Pensiero sulla vita.
“La vita non è uguale per tutti e nelle avversità si impara a viverla”.